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Ripresa della direttiva UE sulle armi

La commissione di sicurezza del consiglio nazionale si fa consigliare

Nella sala dei passi perduti di Palazzo <br>(immagine) sono iniziati i dibattiti<br>sulla direttiva UE sulle armi. <br>(foto: parlament.ch)
Nella sala dei passi perduti di Palazzo
(immagine) sono iniziati i dibattiti
sulla direttiva UE sulle armi.
(foto: parlament.ch)

10.04.2018 - Con 15 voti a 9 la commissione di sicurezza del consiglio nazionale (SiK-N) è entrata in materia sulla proposta per riprendere la direttiva UE sulle armi. Una delegazione della Federazione sportiva svizzera di tiro ha potuto presentare ai parlamentari la posizione dei tiratori.

 

Comunicato stampa SiK-N

Altre informazioni

Informazioni della FST dopo la pubblicazione del messaggio del Consiglio Federale

Risposta FST alla consultazione

 

Martedì mattina 10 aprile alle 8.15 il presidente FST Luca Filippini, il suo vice Paul Röthlisberger e il direttore FST Beat Hunziker hanno potuto entrare a Palazzo Federale. Il terzetto era la delegazione ufficiale della FST per la commissione della sicurezza del Consiglio nazoinale (SiK-N) per spiegare la posizione della FST per la ripresa della direttiva UE sulle armi. Gli argomenti hanno fatto presa almeno su una minoranza dei presenti. Ciò nonostante la commissione ha deciso l'entrata in materia sul messaggio.

La decisione di entrare in materia è stata voluta dalla maggioranza che non vuole mettere a rischio gli accordi di Schengen e con la volontà di realizzare la direttiva in modo pragmatico per poter salvaguardare le tradizioni del tiro in Svizzera, si legge nel comunicato della SiK-N. Inoltre, si dovrebbe dare la possibilità al popolo di esprimersi grazie al referendum facoltativo. Una minoranza non vedeva la necessità di una revisione della legge sulle armi. Ha indicato che si tratta di inasprimenti senza senso e che non portano a combattere il terrorismo, ha anche messo in guardia contro l'importante aumento del carico amministrativo. Anche la FST ha segnalato più volte questi problemi. L'analisi dei dettagli potrebbe durare a lungo. Come indicato nel comunicato, sia la maggioranza che la minoranza hanno segnalato varie richieste di modifica.

Nel dibattito, il rigetto della non entrata in materia non è stato accettato per 15 voti a 9. Con questa proposta si sarebbe incaricato il Consiglio federale di togliere dalla proposta tutte le modifiche scaturite dalla direttiva europea che mettessero in discussione in un qualche modo la tradizione svizzera sulle armi. Con gli stessi voti è stato anche rigettata la proposta di attendere con il messaggio fino alla decisione dei giudici europei sul principio se la direttiva ha una base legale. Entrambe le proposte andavano nella direzione auspicata dalla FST. La delegazione FST richiedeva soprattutto che tutti i fucili semiautomatici utilizzati nel tiro sportivo (tra cui i fucili d'assalto 90 e 57) non venissero inseriti nella categoria delle armi proibite. Non è riuscita a far passare questa richiesta.

Per avere maggiori informazioni sulle conseguenze della proposta, la commissione ha sentito oltre alla FST anche le seguenti organizzazioni: Stop Suicide, la conferenza dei comandanti delle polizie cantonali svizzere (KKPKS), Pro Tell (Associazione per un diritto liberale sulle armi), la Società svizzera degli ufficiali (SSU) come pure l'Associazione svizzera degli armaioli (SBV). Altre organizzazioni sono state invitate a fornire indicazioni in forma scritta. Inoltre, la commissione ha chiesto varie informazioni supplementari da parte dell'UFGP. Questo era anche un desiderio della FST. Il messaggio del Consiglio federale lascia ancora in molti punti dei temi aperti. Ad esempio non è chiaro cosa si intenda con "tiro regolare" o come vengano controllate le autorizzazioni eccezionali.

La commissione ha iniziato con l'analisi ma non è stata in grado di concluderla. La SiK-N ha comunicato che il suo obiettivo è quello di concludere i lavori alla riunione del 14/15 maggio 2018. La proposta di legge potrebbe così venir discussa nella sessione estiva (28 maggio - 15 giugno) al consiglio nazionale. (van)

 

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