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La commissione della sicurezza decide alleggerimenti

La armi dell’esercito, secondo <br>la proposta della commissione, <br>non vanno messe nella categoria <br>delle armi proibite.
La armi dell’esercito, secondo
la proposta della commissione,
non vanno messe nella categoria
delle armi proibite.

15.05.2018 - La commissione di sicurezza del Consiglio nazionale, nella sua riunione del 14-15 maggio ha discusso in dettaglio il messaggio del Consiglio federale sul recepimento della direttiva UE sulle armi e ha proposto sette modifiche. Positivo: la commissione è andata in contro alle tiratrici e tiratori in alcuni ambiti. Nonostante ciò non tutti i dubbi sono fugati.

 


SDA-Mitteilung

Proposte della commissione di sicurezza del Consiglio nazionale (tedesco)

Resoconti: NZZ, SRF

 

Il fucili d‘assalto 90 e 57 sono gli attrezzi sportivi maggiormente utilizzati nel tiro sportivo in Svizzera. Secondo la volontà del Consiglio Federale, le armi d’ordinanza come pure le versioni civili sarebbe in futuro proibite. Solo chi disporrà di un’autorizzazione eccezionale, potrà avere un fucile d’assalto. Questo prevede il messaggio del Consiglio federale per il recepimento della direttiva UE sulle armi. Contro questa disposizione la federazione sportiva svizzera di tiro si è opposta nella procedura di consultazione, ma senza successo. Ora però la commissione di sicurezza del Consiglio nazionale l’ha recepita almeno in parte. La commissione propone con 18:7 voti, di non mettere in categoria A delle armi proibite le armi da fuoco d’ordinanza che il possessore riceve in proprietà direttamente dall’amministrazione federale militare, ma di lasciarle in categoria B soggette ad autorizzazione. In questo modo dovrebbe venir impedito che gli ex militari diventino formalmente detentori di un’arma proibita, spiega ai media Werner Salzmann, presidente della commissione di sicurezza e presidente dei tiratori bernesi.

La commissione propone anche con una maggioranza risicata di 12:11 e 2 astensioni, che i magazzini di qualunque grandezza possano venir acquistati come finora liberamente. Nella proposta del Consiglio federale è previsto che magazzini di alta capacità (10 colpi per le armi portatili e 20 colpi per le armi da pugno) possano venir acquistate solo da chi è in possesso di un’autorizzazione d’acquisto per l’arma rispettiva.

Di principio le armi semiautomatiche e le armi automatiche modificate in semiautomatiche nella categoria delle armi proibite. La commissione propone però facilitazioni per i tiratori sportivi. Se desiderio della commissione, al momento dell’acquisto non va dimostrato l’uso regolare per il tiro. Solo dopo 5 anni e ancora una volta dopo 10 anni bisogna dimostrare che l’arma proibita vanga utilizzata regolarmente per il tiro sportivo. Cosa significhi “uso regolare”, non è ancora stato definito dal Consiglio federale. Da informazioni dell’amministrazione è però previsto che l’arma venga utilizzata su cinque anni, cinque volte per il tiro sportivo. Inoltre la commissione vuole eliminare la «formulazione può». Secondo il Consiglio federale, un cantone può concedere (come autorità responsabile) un’autorizzazione eccezionale per il possesso di un’arma proibita, ma non è obbligato. La commissione propone di modificare il testo in modo che i tiratori e i collezionisti abbiano diritto ad una tale autorizzazione eccezionale se soddisfano le modalità di legge. I cantoni non possono dunque introdurre regolamentazioni più restrittive o negare autorizzazioni in modo arbitrario.

Non hanno avuto alcuna possibilità le proposte di rigettare integralmente la proposta e rimanere alla legge attuale, perché soddisfa già la direttiva UE. Anche la proposta di attendere la decisione del tribunale europeo sulla validità della direttiva non ha trovato una maggioranza. La repubblica Ceca ha inoltrato ricorso dove ha criticato anche le regole particolari concesse alla Svizzera. Complessivamente sono state inoltrate 40 proposte di minoranza.

La federazione sportiva svizzera di tiro analizzerà in dettaglio le proposte della commissione di sicurezza del Consiglio nazionale, seguirà i dibattiti al Consiglio nazionale e farà pressioni politiche. A dipendenza del risultato dai dibattiti del Consiglio nazionale ed in seguito al Consiglio agli stati, la FST mantiene aperta la possibilità di far valere nell’interesse dei suoi soci e dello sport del tiro tutti i mezzi democratici a disposizione. (van)

 


 

I dibattiti della commissione di sicurezza del Consiglio nazionale in dettaglio

La commissione di sicurezza del Consiglio nazionale ha discusso durante un giorno e mezzo quasi 50 proposte di modifica della proposta di legge. Sette modifiche sono state accettate, 40 sono state rigettate. Le proposte di minoranza verranno dibattute nuovamente in Consiglio nazionale. La discussione sulla legge sulle armi è prevista mercoledì 30 maggio.

Grazie alla commissione di sicurezza del Consiglio nazionale alcune disposizioni importanti pe i tiratori hanno potuto venir alleggerita, solo però se il consiglio nazionale (dibattito il 30 maggio) e il Consiglio agli Stati (dibattito nella sessione autunnale) accetteranno queste modifiche proposte:

 

Armi da fuoco d’ordinanza non sono più armi proibite (articolo 5, capoverso 1)

La proposta del Consiglio federale prevede che le armi a raffica modificate in semiautomatiche (dunque i fass 90 e 57 modificati) vengano attribuiti nella categoria A (armi proibite). Per l’acquisto e il possesso è dunque necessaria un’autorizzazione eccezionale, legata a certe condizioni (socio in una società di tiro o tiro regolare). Il Consiglio federale ha trovato un’eccezione con la UE che permette ai militi di tenere la loro arma di servizio alla fine dello stesso con le condizioni odierne. Devono avere un permesso d’acquisto e aver assolto negli ultimi tre anni due volte il programma obbligatorio e due volte il tiro in campagna. Un’appartenenza ad una società di tiro o un uso regolare non è necessario. Ciò nonostante questi fucili d’ordinanza secondo la legge sono considerate armi proibite. La commissione di sicurezza del Consiglio nazionale ha modificato ciò. Armi da fuoco d’ordinanza, che vengono acquisite direttamente dall’amministrazione militare, non sono considerate armi proibite. De facto non cambia niente. È però un segnale che lo Stato ha fiducia sei suoi soldati. Un’arma legale durante il servizio, lo resta anche dopo.

È stata però rigettata la proposta di lasciare le armi semiautomatiche come finora in categoria B (sottoposte ad autorizzazione). Le versioni civili die fucili d‘assalto 90 e 57 (semiautomatici di fabbrica) restano dunque – come previsto dal Consiglio federale e dalla direttiva UE – armi proibite. Con altre parole significa, che ogni tiratrice e tiratori, che possiede o desidera acquistare un fucile d’assalto «civile» o uno modificato in semiautomatico deve richiedere un’autorizzazione eccezionale.

 

L’acquisto e il possesso di magazzini ad alta capacità resta possibile senza limitazioni

Secondo la proposta del Consiglio federale, per l’acquisto e il possesso di magazzini con alta capacità (cioè con più di 20 colpi per armi da pugno e più di 10 colpi per armi portatili) è necessaria un’autorizzazione eccezionale. La commissione di sicurezza propone ora di eliminare questa disposizione poiché molti magazzini sono compatibili con varie armi da pugno e portatili. Inoltre vi sono in circolazione così tanti magazzini, che un controllo sarebbe praticamente impossibile.

L’eliminazione dell’articolo porta però anche ad una situazione paradossale. È possibile acquistare una versione civile del fass90 con un magazzino da 10 colpi (in categoria B) con un normale permesso d’acquisto. Separatamente è possibile acquistare un magazzino di 20 colpi senza autorizzazione eccezionale. Il fucile assieme al magazzino di 20 colpi è però un’arma proibita per cui serve un’autorizzazione eccezionale.

 

La «formulazione può» è modificata

Come già indicato più in alto, i tiratori sportivi che vogliono acquistare o detenere un fucile d’assalto 90 o 57 modificato in semiautomatico o una versione civile del fucile d’assalto 90 o 57 (semiautomatico di fabbrica) con un magazzino di grande capacità devono soddisfare alcuni punti (socio di una società sportiva o sparare regolarmente). Secondo la proposta del Consiglio federale possono  venir concesse delle autorizzazioni eccezionali in questi casi. La commissione di sicurezza ha eliminato questa «formulazione può». Ora si indica che le autorizzazioni eccezionali sono da concedere quando sono soddisfatte le esigenze. Le autorità cantonali come autorità di autorizzazione, sono dunque tenute a concedere le autorizzazioni senza remore.

 

Al primo acquisto non è necessario dimostrare di sparare regolarmente

Eliminando un’unica parola, la commissione di sicurezza ha dato un buon contributo ai tiratori. Nella proposta del Consiglio federale era previsto che un tiratore sportivo doveva dimostrare al momento dell’acquisto, dopo 5 anni e dopo 10 anni che è socio di una società o che spara regolarmente. Concretamente nella legge è indicato: «La prova […] deve essere fornita nuovamente all’autorità». Al commissione propone ora di cancellare la parola «nuovamente». La conseguenza è che solo dopo 5 e 10 anni ma non al momento dell’acquisto è necessario fornire la prova.

 

Regolare significa cinque volte in 5 anni

Cosa significa sparare regolarmente? Questa era un punto non chiaro importante nei dibattiti sulla legge sulle armi. La proposta prevedeva che un tiratore sportivo doveva essere socio di una società o dimostrare che la sua arma di categoria A veniva usata regolarmente per il tiro sportivo. Nella proposta di legge, rimane questa formulazione vaga. L’amministrazione ha comunicato durante i dibattiti della commissione di sicurezza che con «regolarmente» si intende cinque volte in 5 anni. Questa formulazione permette dunque di non sparare per uno o due anni (ad esempio in caso di assenze all‘estero) senza incorrere nel rischio di venir privati della propria arma. L’affermazione dell’amministrazione va però presa con le pinze. Nel messaggio sulla legge il Consiglio federale indica di volersi basare sulla pratica in vigore per l’acquisto dell’arma d’ordinanza al termine del servizio (p. 33). Questa direttiva prevede che negli ultimi tre anni si debba assolvere due tiri obbligatori e due tiri in campagna. Sulla stessa pagina del messaggio, si dice però anche che la conferma di «una frequenza ripetuta in un poligono privato» è sufficiente. Su quale periodo di tempo si riferisca la frequenza ripetuta, non è chiaro. In modo definitivo questo punto sarà regolato nell’ordinanza. Le ordinanze vengono preparate dall’amministrazione ma il parlamento non ha più alcuna possibilità di influenzarle. (van)

partner FST

 

 

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