La mozione chiedeva che gli ex membri dell’esercito potessero conservare la propria arma di servizio solo se la utilizzassero regolarmente per attività sportive di tiro. Chi non soddisfacesse tale condizione avrebbe dovuto riconsegnare l’arma.
La Federazione sportiva svizzera di tiro si era già espressa chiaramente contro la mozione in un comunicato stampa nel mese di ottobre 2025, mettendo in guardia sulle conseguenze per la tradizione svizzera della milizia come pure sottolineando l'uso corretto e responsabile delle armi da parte dei privati. Per sostenere il lavoro politico, la FST ha messo a disposizione dei presidenti delle federazioni cantonali un documento di posizione, un Q&A e un modello di lettera da inviare ai consiglieri nazionali del proprio cantone. In questo modo, le preoccupazioni della FST sono state portate alla discussione politica.
«Con questa decisione, il Consiglio Nazionale ha dimostrato di avere un senso della proporzionalità», ha affermato Luca Filippini, presidente della FST. «La tradizione svizzera della milizia si basa sulla fiducia e sulla responsabilità, non sulla diffidenza generale.»
Con la decisione del Consiglio Nazionale, la situazione legislativa rimane invariata.
Il rapporto di dettaglio sulla votazione lo trovate qui.




